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50 anni di Opel Ascona

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Nel 1970 la Casa tedesca tornava nel segmento delle medie. Prodotta in tre serie dal 1970 al 1988. Il Mondiale Rally 1982 conquistato con la versione 400.

Esattamente cinquanta anni fa, nel 1970, Opel tornava con Ascona nel segmento delle berline di classe media, abbandonato una dozzina di anni prima quando era uscita di produzione quella Kadett più elegante che era stata venduta per alcuni anni con il nome di Olympia. Riprendendo invece per questo modello il nome della cittadina svizzera, Opel inaugurava la prassi di chiamare le sue vetture con nomi che terminavano con la lettera “A”.

All’inizio degli Anni Settanta, Ascona era il prototipo della berlina sportiva con sbalzi ridotti, maneggevole e divertente da guidare. Il nuovo modello si collocava tra la Kadett e la Rekord delle quali riprendeva molte componenti: della prima aveva gran parte degli organi meccanici e della seconda il motore ridotto a 1.584 cc in versione normale da 68 CV (50 kW) e S da 80 CV (59 kW),  cui si affiancava un 4 cilindri di 1.897 cc da 90 CV (66 kW).

Come i più grandi 4 cilindri della Rekord, i propulsori di Ascona era monoalbero,  ma nel Marzo 1972 furono affiancati da più economico un motore d’ingresso di 1.2 litri da 60 CV (44 kW). Le sospensioni anteriori indipendenti avevano molle elicoidali e ammortizzatori telescopici, l’asse posteriore rigido era dotato di due bracci longitudinali e barra Panhard.

Alle versioni con carrozzeria berlina a 2 e 4 porte, offerti negli allestimenti base e lusso, nel Marzo 1974 si affiancò l’elegante station wagon Voyage con finiture esterne tipo legno. Era  prima compatta lifestyle di un costruttore tedesco. invece di essere una classica station wagon, la versione 2 porte era un veicolo per il tempo libero con spazio per canotto e bicicletta ovvero un’automobile rivolta alle giovani famiglie che precorreva le station wagon lifestyle così popolari oggi. A questo modello pionieristico, di gran lunga in anticipo sui tempi fece seguito un allestimento più convenzionale.

Nella Primavera del 1971 la gamma fu ulteriormente ampliata con le versioni Ascona 1.9 S e Ascona SR. Quest’ultima montava un motore di 1,6 litri da 80 CV (59 kW) oppure uno di 1.9 litri da 90 CV (66 kW). A richiesta con le motori più potenti era disponibile una trasmissione automatica a 3 rapporti prodotta da Opel. La prima serie di Ascona fu prodotta fino all’Estate 1975 in 691.438 esemplari dei quali 75.570 erano Voyage.

Questi risultati confermarono a Opel che Ascona era destinata al successo. Era un’auto che non riservava brutte sorprese: non si fermava praticamente mai, era esente da problemi tecnici e aveva un comportamento su strada sincero e per di più era anche bella esteticamente!  L’introduzione della serie B non modificò questo stato di cose. Sebbene i nuovi modelli fossero fondamentalmente un’evoluzione di quelli precedenti, l’aggiornamento interessò più l’estetica che la tecnica che fu mantenuta comunque a livelli d’avanguardia.

Opel Ascona-B era in pratica un’evoluzione più estetica che tecnica del modello precedente, rispetto al quale aveva un frontale modificato e una carrozzeria allungata di 20 cm a vantaggio dell’abitabilità interna. La gamma delle motorizzazioni si arricchì subito di un propulsore di 1.196 cc che sviluppava 60 CV (44 kW), nel 1978 di uno di 1.998 cc da 100 CV (73 kW) e di un 2.100 Diesel da 58 CV (43 kW). Fino al 1981 ne furono costruiti e venduti 1.512.971 esemplari.

La terza serie (Ascona-C),  presentata il18 Settembre 1981 al Salone di Francoforte, si segnalava soprattutto per l’adozione della trazione anteriore che, tra le altre cose, aveva permesso di allungare il passo da 2.518 mm a 2.574 mm senza modificare le dimensioni esterne. Le sospensioni McPherson, il nuovo assale posteriore e i motori di 1.300 cc e di 1.600 cc contribuirono a migliorarne il comportamento su strada. L’anno seguente la gamma delle motorizzazioni si arricchì di un 1.600 Diesel da 54 CV (40 kW) e di un 1.800 ad iniezione da 115 CV (85 kW). In seguito, la Ascona-C 1.8i fu la prima Opel dotata di catalizzatore. La Ascona-C fu prodotta complessivamente in 1.721.649 esemplari.

Nel frattempo, sulla base della seconda serie di Ascona, erano state realizzate alcune fortunate versioni da competizioni che ampliarono il successo e la popolarità della Casa tedesca nei rally. Nonostante i successi ottenuti con la Kadett, Opel infatti era consapevole del fatto che il futuro apparteneva a una vettura più potente.

La versione SR aveva tutte le caratteristiche distintive dei vincitori. Al volante della Ascona iscritta dall’Opel Euro Händler Team, Walter Röhrl e Jochen Berger conquistarono il Campionato Europeo Rally del 1974 vincendo sei delle otto prove e dominarono il campionato con il punteggio mai più superato di 120 punti. Nel 1975, poco prima che la Ascona-A fosse sostituita dalla generazione B, Röhrl e Berger prevalsero nel Rally dell’Acropoli, conquistando la prima vittoria di Opel nel Mondiale Rally.

Nel 1976 il reparto corse cominciò a sviluppare una “super-Ascona” da costruire in solo 400 esemplari allo scopo di ottenere l’omologazione sportiva. Per la sua realizzazione la Casa tedesca di servì della consulenza tecnica della Cosworth che sulla base del 4 cilindri della Rekord Diesel realizzò un 4 bialbero a 16 valvole di 2.410 cc con 2 doppi carburatori Weber 48 DCOE che trasmetteva 240 CV all’assale posteriore. Alla sua prima corsa, il Rallye di Montecarlo del 1980, la Opel Ascona 400 conquistò il quarto posto assoluto con Anders Kullang. La prima vittoria arrivò al successivo Rally di Svezia dove si impose con l’equipaggio Kullang-Berglund. Con questa vettura a trazione posteriore Walter Rohrl e Christian Geisdorfer vinsero poi il Campionato Mondiale Piloti del 1982.

 

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