A 70 anni di distanza dalle Olimpiadi di Cortina ’56,un modellino realizzato in tiratura limitata realizzato da Brumm.
C’è un momento nel motorismo italiano in cui il futuro sembra affacciarsi in punta di piedi senza che nessuno se ne accorga davvero. Nel caso della #FIAT 600 Multipla quel momento è il 1956, quando alcune di queste vetture entraeono in servizio ai Giochi Olimpici Invernali di #Cortina d’Ampezzo. Nelle foto dell’epoca appaiono quasi timide, schierate davanti agli impianti ed ai padiglioni della stampa, piccole cellule operative al servizio di un’Italia che si scopre moderna, dinamica, pronta a raccontarsi al mondo.
Oggi quel frammento di storia torna attuale grazie a #Brumm che rimette sotto i riflettori questa protagonista silenziosa con un modellino in tiratura limitata a 200 pezzi destinato al mercato italiano. Un oggetto che stuzzica la nostalgia, certo, ma che ricorda anche quanto la Multipla fosse avanti rispetto al suo tempo.
Guardandola con gli occhi di oggi, la 600 Multipla appare come un’antesignana delle moderne monovolume, categoria che esploderà solo tra gli Anni Ottanta e Novanta con modelli come #Renault Espace, #Nissan Prairie, #Toyota Previa o, tornando in casa FIAT, la più recente Multipla del 1998, erede spirituale di quella filosofia pionieristica. Ma nel 1956 l’idea stessa di un’auto compatta, spaziosa, modulabile e con 6 posti era quasi una rivoluzione gentile, camuffata da silhouette buffa ma incredibilmente funzionale, firmata da Dante #Giacosa.
Tra le sue particolarità c’era anche una bizzarria che oggi fa sorridere: il coefficiente aerodinamico risultava addirittura migliore se la carrozzeria veniva considerata… capovolta. Una stranezza solo apparente, figlia di una forma dettata più dal buon senso che dal vento. Le esigenze tecniche dell’epoca, dal motore posteriore alla piattaforma ereditata dalla 600 berlina, imponevano compromessi inevitabili. Eppure, proprio in quel compromesso, nacque un’icona.
La Multipla di Cortina, utilizzata da atleti, funzionari e giornalisti, racconta esattamente questo spirito: la capacità di una piccola utilitaria di trasformarsi in navetta ufficiale, taxi improvvisato, micro-pulmino sempre in movimento tra piste, hotel e strutture olimpiche. La montagna sembrava amplificarne la vocazione naturale: un’auto più grande dentro che fuori, nata per adattarsi a tutto.
Oggi, con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, il cerchio si chiude quasi da solo. L’idea di rivedere a Cortina una mini flotta di 600 Multipla, magari restaurate ed orgogliosamente operative come testimonial storiche, ha qualcosa di irresistibile. Sarebbero un ponte ideale tra le emozioni del 1956 e quelle che stanno per arrivare, una presenza discreta ma potentissima, capace di raccontare senza parole come lo sport e la mobilità sappiano custodire memorie e rinnovarle a ogni generazione.
Il modellino Brumm diventa così una piccola scintilla che riaccende quell’immaginario. E mentre le immagini patinate delle Olimpiadi di allora continuano a circolare in bianco e nero, la Multipla ritorna, minuta ma piena di storia, sulla scrivania di chi la colleziona o la riscopre. Dietro la tenerezza estetica rimane la sostanza: la dimostrazione che l’innovazione non sempre arriva urlando, a volte si presenta con un sorriso rotondo, una seduta larga e un abitacolo che sembra un piccolo salotto su ruote. Un simbolo di ieri che potrebbe tornare protagonista anche domani.




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