Una tendenza iniziata negli Anni ’60.
L’ultima Fiat Panda, la nuova “Pandona”, è lunga quasi 4 metri, contro i 324 centimetri di quella del 1980 firmata Giugiaro. Al di là dei contenuti tecnologici, che fra le due auto in questione non sono neppure confrontabili, a colpire è anche la crescita dal punto di vista dimensionale.
Ovviamente non è l’unico caso al mondo, anzi. Ce ne sono a bizzeffe. La Fiat 500 del 1957, disegnata da Dante Giacosa, era lunga 297 cm, mentre quella del 2007 arriva a 354,6 cm.
Un altro dei casi più eclatanti riguarda la Volkswagen Golf. La prima serie del del 1974 (anch’essa firmata Giugiaro) misurava 370,5 cm, mentre l’ottava generazione arriva a 428,4 cm. E questo a un certo punto ha costretto molte donne acquirenti della prima serie a passare alla Polo: per loro la Golf era diventata troppo grande. La Golf di oggi, per quanto possa sembrare incredibile, è lunga quanto un’Alfa Romeo Alfetta del 1972.
Potremmo andare avanti all’infinito con paragoni come questi, mettendo a confronto berline di ieri con utilitarie di oggi, e divertendoci metro alla mano. In un bell’articolo su questo argomento Vincenzo Borgomeo di Repubblica ha intervistato Lorenzo Preti, docente di design presso l’ISSAM, istituto superiore di scienza dell’automobile di Modena.
«Questo è un fenomeno» dice Preti «che prese il via già negli Anni ‘60, quando l’aumento del volume di traffico ha imposto alle Case automobilistiche, a cominciare da Mercedes-Benz e Volvo, la questione sicurezza. E sicurezza vuole dire anche dimensioni e struttura, a scapito del volume abitabile».
Poi c’è stato il fenomeno SUV, gli Sport Utility Vehicles: anche qui crescita dei volumi, con molte donne che si sentono più sicure a portare i figli a scuola, a fare shopping e andare al lavoro usando uno di questi veicoli.
Come sono lontani i tempi in cui la Mini di Issigonis era lunga 305 cm, contro i 404 del modello attuale a 3e porte (quella a 5 porte è ancora più lunga). Così va il mondo…




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