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Ciao, Alex !

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Il mondo dello sport piange la scomparsa di Alex Fiorio.

 

Non avrei mai immaginato di dover scrivere queste righe. Non avrei mai immaginato di dovere farmi portavoce di questa notizia e soprattutto di doverla comunicare a quelle persone al cui fianco prima sei cresciuto e poi con loro ti sei misurato e spesso hai loro dimostrato che eri tu il pilota di riferimento di fronte alla sentenza del cronometro.

In questi momenti riaffiorano tanti pensieri e soprattutto tanti ricordi che non si possono cancellare. Il pensiero va ad una fredda Domenica invernale di tanti anni orsono quando squillò il mio telefono. Dall’altro capo del filo la voce del “capo”… «Lo sai che al Sestriere si è disputata una prova del Panda Ice Trophy?». In effetti lo sapevo ma si trattava di una manifestazione che non rientrava nei nostri programmi ufficiali e quindi era lasciata ai promotori… «Lo sai chi c’è tra i piloti in gara? C’è il “Verme” (simpatico appellativo che ti avevano appioppato per via della tua magrezza) e sta andando anche bene, sarebbe opportuno dargli un… sostegno». Non era certo un ordine, ma un messaggio da non lasciar cadere visto che veniva dal “capo”.  La tua presenza nel Campionato FIAT Uno lo ha reso così subito degno di attenzione e poi sei entrato tra i grandi seppure con i colori del Jolly Club di Roberto Angiolini che era una garanzia.

Non posso non ricordare le notti di Capodanno trascorse nella casa di Cervinia con Brambilla, Bruschetta, Tiziano Siviero, un gruppo di “bombaroli” scatenati nel far partire botti da far tremare i muri delle case confinanti. Serate, per non dire notti, trascorse in allegria lontani dagli impegni agonistici che ognuno a breve avrebbe dovuto affrontare. Serate che grazie a tavolate a base di mocetta, carbonade e vino della Valle servivano a cementare il gruppo.

Soprattutto non posso dimenticare il Rally dei 1000 Laghi del 1987, gara del Mondiale in cui tu e Makinen vi giocavate il titolo di campioni Gruppo N. Poco importava che Alen stesse stracciando due mostri sacri come Vatanen e Blomqvist, tutta l’attenzione era per quell’italiano che minacciava il favoritissimo pilota di casa. Una gara intensa giocata sul filo dei secondi. Poi dopo l’ultima prova la telefonata del “capo” molto sintetica… “Campioni”.

Quello della sparuta pattuglia di giornalisti italiani sistemati in un angolo della sala stampa non fu un urlo ma un boato che lasciò sbigottiti tutti giornalisti stranieri, soprattutto finlandesi, che non si erano ancora resi conto della notizia che per loro era anche una sconfitta. Momenti indimenticabili!!

Gli anni sono passati, le nostre frequentazioni si sono fatte più rare anche perché il nostro cammino ha preso strade diverse, ma il “feeling” è rimasto intatto. Tanto che quando ti sei inventato la Fiorio Cup, mi hai chiamato chiedendomi di scendere a Ceglie per gestire l’ufficio stampa: non ho avuto la minima esitazione con lo stesso entusiasmo di trent’anni prima. Di questa tua scelta ti sono grato, ho capito che avevo conquistato la tua fiducia oltre che il tuo affetto e la tua amicizia.

Il tuo sorriso e la tua costante allegria hanno sempre conquistato tutti, sei stato bravissimo nell’affrontare una impresa completamente nuova e impegnativa come quella della Masseria Camarda grazie al sostegno che hai avuto soprattutto da Maria Paola cui hai trasmesso anche l’amore per le corse. A lei e a Francesca il compito di continuare la tua opera e di mantenere vivo il ricordo di un grande papà. Chi ha avuto, come me, il dono di conoscerti non ti dimenticherà.

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