Il 21enne pilota romano vincitore del CIGT Endurance GT3 Pro-Am.
L’annuale consegna del Premio Pilota Romano dell’Anno è stata l’occasione per rivolgere 5 domande al ventunenne Leonardo Colavita, vincitore del Campionato Italiano Gran Turismo GT3 Pro-Am Endurance al volante della Ferrari 296 GT3 del team AF Corse. «Sono contentissimo di continuare il mio percorso nella famiglia di TT Management» commenta Colavita che quest’anno dividerà la vettura con il belga Gilles Renmans, protagonista di un debutto vincente nel Ferrari Challenge Europe. «Il premio ricevuto dall’Automobile Club Roma rappresenta un ulteriore stimolo a dare il massimo. Come del resto faccio sempre!»
Come mai, vivendo in America, hai deciso dl tornare in Italia, per correre, piuttosto che dedicarti all’ALMS? «Ho deciso di tornare in Italia perché mi ha dato molte più opportunità rimanendo in una fascia di costo che potevo trovare con i miei sponsor. Oltre ai costi elevati, sicuramente il livello in Italia è molto più alto rispetto all’America quindi mi dà la possibilità di crescere di più».
Qual è secondo te il livello del GT Italiano?
«Il GT Italiano sicuramente è il campionato GT nazionale più competitivo che io conosca. Ha tantissimi piloti ufficiali e professionisti che lo rendono un campionato molto difficile, ma anche formativo. Questo è dato anche dalla quantità di equipaggi nelle categorie Pro e Pro-Am».
Parliamo di Ferrari. Che tipo di guida richiede, quali sono i suoi punti forti, quali quelli deboli? «Sicuramente è una macchina che non va guidata in modo aggressivo, ma piuttosto premia una guida pulita e metodica che usa la rotazione del posteriore per far girare la macchina in ingresso. Rispetto alle altre vetture è sicuramente un passo avanti, sia al livello di elettronica che di telaio e aerodinamica. Aveva solo un punto debole che era la sua performance quando si stava dietro ad un’altra vettura ma con la Evo sembra essere stato risolto».
Sei giovanissimo. Non ti interessava un percorso in formula? «Sicuramente è sempre stato affascinante come mondo, ma troppo proibitivo in termini di costi e oggi il vero motorsport è il GT dove vengono date molte più opportunità ai giovani».
Qual è il sogno di Leonardo Colavita? «Diventare pilota ufficiale Ferrari e poter competere alla 24 ore di Le Mans nella categoria regina, quella delle hypercar. Ovviamente insieme a questo sogno c’è quello di essere campione del mondo».




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