Troppe gare, pochi partecipanti.
Il rally sta vivendo un momento particolare al limite di una crisi. Certo è che la specialità è cambiata. Ed è cambiato il contesto in cui si muove. Un dato per tutti: gli iscritti al Rally di Montecarlo, un tempo icona della specialità ha toccato quota 65, pochini… più o meno stabile rispetto a dieci-venti anni fa. Il menu è sempre lo stesso con il duello tra Toyota e Hyundai e le Ford Puma di M Sport terzo incomodo.
La Casa giapponese è la grande favorita, con i suoi tre piloti di punta Sébastien Ogier, Elfyn Evans e Petter Solberg che si contenderanno lo scettro di campione del mondo. Potrebbe essere la stagione di Evans o della consacrazione di Solberg che raccoglie il testimone lasciato libero da Rovanperä sempre che Ogier non decida di raggiungere quota dieci, staccando il rivale Loeb. In casa Hyundai, dopo il forfeit di Tänak, Adrien Fourmaux, sicuramente in crescita, si sta costruendo la leadership della squadra con Thierry Neuville e il recuperato Hayden Paddon.
L’abbandono di Kalle Rovanperä ed Ott Tänak, è un indice del disagio da non sottovalutare. Quattordici gare in calendario sono troppe, e l’inserimento di nuovi rally non è detto che sia un fatto positivo. Fortemente motivata è la scelta di Rovanperä, due volte campione del mondo e vincitore di 18 rally mondiali. A venticinque anni ha vinto tutto ed è ovviamente uno dei piloti più pagati. Ma con una carriera iniziata quando di anni ne aveva meno di quindici, è scattata la voglia di cimentarsi in pista con un programma che prevede la Super Formula giapponese quest’anno e la F2 nel 2027. Per Ott Tänak, campione del mondo 2019, è proprio la saturazione la causa del ritiro.
La fortuna ha voluto che ci fossero due piloti con un profilo importante pronti a raccogliere il testimone. Oliver Solberg è arrivato al volante della Toyota Yaris Rally1 sull’onda dei successi in WRC2 e della straordinaria vittoria in Estonia Erede di “Hollywood” Petter Solberg e di Pernilla Wiberg, il ventiquattrenne norvegese con quel po po’ di prestazione al recente Rally di Montecarlo si propone come sicuro protagonista, in grado di aspirare ai massimi traguardi.
Montecarlo 2026 ha ribadito la superiotà delle Toyota, tre ai primi tre posti, davanti a due Hyundai. Preoccupano soprattutto i distacchi
M Sport è ancora la Cenerentola nel gruppo delle Rally1, il budget non permette di più e Malcom Wilson si trova nella condizione di… imbarcare piloti con la “valigia” e con i giovani. Dopo Fourmaux, è la volta di Jos Armstrong, autore di un grande europeo 2025 e ora ottimo sesto al “Monte”.



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